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Friedrich Wullhelm Nietsche e i biglietti della follia

4 Novembre 2014 , Scritto da ARTE E D'INTORNI a cura di Hedda Cacchioni

Friedrich Wullhelm Nietsche e i biglietti della follia

a cura di Hedda Cacchioni
Counselor Case Manager

www.eddacacchioni.it

Friedrich Wullhelm Nietsche è stato un filosofo scrittore nato a Rocken nel 1844 e morto a Weimar 1900.
La sua filosofia ha dato l’avvio a molteplici interpretazioni scaturendo l'idea di filosofo antesignano all’esistenzialismo. Friedrich affrontò temi come il mito, la poesia e la musica.

Biglietti della follia
Friedrich ha scritto diverse lettere ad alcune persone, talune molto popolari e da lui conosciute.
L’impronta dei biglietti incarna il primo periodo in cui il filosofo iniziava ad avere delle serie problematiche psicologiche.
Nonostante quel che si diceva a suo tempo e della presunta malattia mentale, vari destinatari non hanno mai parlato o notato nelle lettere ricevute una qualsiasi sorta di problematica.

I biglietti sono stati scritti tra il 1° gennaio al 7 gennaio e firmati con diversi pseudonimi come:
. Dioniso
. Zagreo
. Il Crocifisso
. Anticristo

In ripetute occasioni Friedrich Wullhelm Nietsche nel citare il Parsifal di Wagner, ribadiva che la necessità di un filosofo era quella che per ben filosofare dovesse tacere; restare in silenzio come egli stesso è rimasto, nella sua splendida condizione di “matto”, fino alla sua morte.

Friedrich Wullhelm Nietsche era affetto da disturbo bipolare che col tempo non avendo ricevuto cure appropriate è diventato follia.
Tuttavia il medico Leonard Sax affermava che con molta probabilità Nietsche aveva un meningioma, un tumore benigno sul nervo ottico causa dell’emicranie e la cecità dell’occhio destro, le paralisi e i disturbi mentali.


Il primo esempio di follia risale al 3 gennaio 1889 a Torino, Friedrich Wullhelm Nietsche nel vedere fustigare a sangue un cavallo dal cocchiere scoppiò a piangere e abbracciò l’animale dopodichè si mise ad urlare .......... e poi da non crederci, venne multato dalla polizia… chissà cosa ne pensano gli animalisti oggigiorno che tutti nudi camminano per i corsi delle grandi città per difendere gli animali e salvarli da soprusi di ogni genere… altro che folli

E... il "matto" dopo la scena del cavallo preso a frustate o periodo torinese, si mise a scrivere i biglietti a parenti ed amici classificati per l’appunto i biglietti della follia.
La follia aumentava inesorabile e allora ... fu trasferito negli ospedali psichiatrici e infine nella casa di Weimar in cui la sorella fondò il Nietzsche-Archiv dove dopo qualche tempo Nietsche morì di polmonite.

Mi sa che abbia voluto dire con la sua cercata e presunta follia: <<meglio soli che male accompagnati>>

« Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te »
(Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male)

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