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18 Settembre 2011
L'istruzione in Italia e i cambiamenti nel tempo
a cura H.Edda Cacchioni
Editor Counselor
artista atleta
L'istruzione è riconosciuta come diritto del cittadino dalla Costituzione, cosicché l'istruzione è garantita attraverso la scuola pubblica finanziata dallo Stato, che si adopera ad istituire le scuole in numero appropriato per la popolazione in crescita.
La Costituzione obbliga la frequenza scolastica, dal 2007 ha innalzato l'età fino a 16 anni.
I genitori che non rispettano l'obbligo-dovere subiscono una sanzione. La scuola sul profilo didattico è libera di organizzarsi e attenersi al proprio percorso adeguato agli allievi però deve mantenere le linee delle norme generali dettate dalla Costituzione la quale predilige una scuola pubblica in cui prevale il pensiero pluralistico e il confronto tra culture.
La regolamentazione per la scuola italiana nasce con la Legge Casati nel 1859 per alfabetizzare la popolazione. Con una separazione tra famiglia povere a cui erano previste scuole con istruzione tecnica e le famiglie benestanti in cui i loro figli potevano attingere a studi umanistici.
Dal 1877 sussiste l'obbligo di frequenza fino ai 9 anni di età, qualche anno più tardi nel 1904 l'obbligo di frequenza raggiunge il dodicesimo anno di età. Tuttavia il cambiamento incisivo si ebbe con la riforma Gentile del 1923 nel periodo del governo Mussolini in cui si vedeva alzare l'obbligo scolastico fino a 14 anni.
Oggigiorno la scuola italiana ha diversi livelli d'istruzione che sono:
- la scuola d'infanzia per bambini di età compresa tra i 3 e 5 anni
- la scuola primaria obbligatoria per 5 anni
- la scuola secondaria di primo grado in cui la frequenza obbligatoria si ferma al secondo anno, articolandosi in licei, istituti tecnici e professionali
Dal 1997 la scuola è diventata una persona giuridica dotata di "autonomia":
* prende decisioni didattiche, organizzative, amministrative
* decidono sulle loro risorse economiche
Dal 2001 la Regione prende maggiore potere legislativo ergo si ha uno Stato che mostra la Norma Generale e le Regioni che collaborando tra loro agiscono con competenza esclusiva.
Attualmente altre Riforme sono aperte per ammodernare il sistema e renderlo più adeguato alle nuove tecnologie, si cerca di dare maggiori possibilità al talento e alle capacità di ogni allievo. Inoltre le riforme aperte prevedono un appropriata integrazione rivolta al rispetto per ogni cultura indirizzata alla scuola sempre più multietnica.
Per non dimenticare la riforma Gelmini vi consiglio di leggere alcune informazioni al riguardo opportunatamente scritte su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_Gelmini
° Un terzo dei giovani non consegue un diploma.
Ritratto: zio Osmino