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29 Settembre 2024
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Ho appena terminato di leggere il romanzo La felicità al principio di Tiziano Ferro di cui sono fans da sempre e conosco la maggior parte delle canzoni...
Caduta nella lettura ho seguito un percorso particolare, la mia mente si è concentrata e poi ha vissuto diversi stati. Le sensazioni meravigliose e straordinarie mi hanno trasportata dal riso al pianto, dalla malinconia alla incomprensione. Sensazioni ambigue tra morte e vita tutte per una unica destinazione: leggere fino all'ultima pagina.
In qualità di editor non mi sono lasciata intimidire alla casa editrice che ha curato l'opera letteraria la Mondadori e credetemi tra refusi e incombenze ne ho trovate. Tuttavia poco importa ogni professionista passa un messaggio e questa è la recensione del testo di Tiziano Ferro e non di chi lo ha corretto.
Inizio a leggere il libro e mi sono chiesta se in realtà fosse la vita di Tiziano Ferro oppure se la stava inventando così come capita in alcuni romanzi. Il mio parere è che non è un libro interessante, senza digressioni ne risvolti teatrali.
Per me e rinforzo, ancora, per me, Angelo rappresenta quella fascia sociale che invece di reagire si ammala e per fortuna in questo caso non ha fatto ammalare altri.
Un uomo morto tante volte e probabilmente ogni volta che si lasciava cullare dall'alcol e dalla droga. Un uomo morto che risorgeva ogni volta e tante altre volte per ritornare nella sua morte tutte le volte che l'alcol e la droga prendeva il sopravvento.
La morte che lo consolava difronte alla gente a cui egli stesso era indifferente. Gente che lo applaudiva gente che lo circondava gente e ancora gente che non si accorgeva che era, morto.
La presenza improvvisa di una bambina ha fatto rinascere il Galassi e questo fa del libro un classico tra adulti e bambini… la rinascita è per qualcun altro e non per se stessi.
Angelo Galassi salvato non dalla consapevolezza ma da una bambina che improvvisa entra nella sua vita e lo fa vergognare della sua stessa vita. Una bambina che gli grida ''basta'' e lui va sul palco e canta solo per lei e la gente di cui lui si disinteressava lo fischiava invece di elogiarlo in qualità di ''papà''… Anche tu sai che la gente quando paga un biglietto vuole solo vedere quello per cui ha pagato se ne frega della vita dell'artista.
Balzata da un anno all'altro da un tempo esteso ad un tempo chiuso raccontato in un diario che poco racconta se non del solito Angelo Galassi che si ubriaca si droga vomita dorme muore. Il pronto soccorso e la lavanda gastrica, la transaminasi troppo alta e lo psichiatra e la psicologa che hanno in cura.
L'amore con un ragazzo quello vero quello che fa mancare il fiato ma anche quello che si dimentica in fretta da chi ha amato di meno. Alberto il manager e infine la felicità soltanto sua. Una felicità che lo fa sentire vincitore e per questo non si deve vergognare.
Egli per la prima volta nella sua vita è felice.