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1 Marzo 2026
Se questo fosse davvero un Paese civile, i disabili motòri non troverebbero più davanti a essi intralci e barriere architettoniche o mentali e, io, a quest'ora sarei libero dai dieci gradini interni allo stabile in cui dimoro, che mi costringono alla reclusione in casa dal 2023, cioè da quando ho scoperto di non riuscirli più a percorrere, nemmeno più faticando come avveniva prima di aggravarmi a tal punto da dovermi arrendere.
Se questo fosse davvero un Paese civile, non avrei bisogno di starmi a disperare per rivendicare e fare rispettare la mia libertà la mia dignità domandando/gridando via PEC aiuto ad enti, associazioni, istituzioni, sindacati ed altri dicasteri pertinenti… che il più delle volte però mi si mostrano pressoché indifferenti.
Se questo fosse davvero un Paese civile, enti, associazioni, istituzioni, sindacati… presterebbero adeguata attenzione a chi in palesi condizioni di difficoltà e disagio, cerca aiuto e supporto concreti.
Che questo sia davvero un Paese civile, ho seri dubbi, perché allora non solo avrei già lasciato questa casa in cui vivo una non vita… ma assai probabilmente sarei già riuscito a trovare casa in affitto priva di barriere architettoniche nella quale vivere dignitosamente.
Invece, in questo Paese che viene definito “civile” devo ogni volta stare a stressarmi a cercare aiuto onde uscir di casa e rientrarvi quando devo recarmi necessariamente da certe parti.
©Francesco Di Rienzo 2026