Notizie e Opinioni. L'eccellenza può coesistere in armonia col nostro potenziale personale.
27 Settembre 2026
Nucleare, l’Italia torna a scegliere il proprio futuro
Per quasi quarant’anni l’Italia ha tenuto il nucleare fuori dalla porta. Oggi la porta si riapre. E lo fa con una scelta politica netta. Il 23 settembre il Senato ha approvato definitivamente la delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile: 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. La legge affida all’Esecutivo il compito di costruire il quadro normativo per autorizzare, realizzare ed esercire centrali nucleari sul territorio nazionale. Il programma dovrà puntare su sicurezza e indipendenza energetica, contenimento dei costi e competitività.
È una decisione che merita di essere letta senza veli. L’energia è diventata una questione strategica e l’Italia non può permettersi di affrontare il futuro rinunciando in partenza a una tecnologia capace di produrre elettricità a basse emissioni. Il nucleare non sostituisce le rinnovabili: può affiancarle in un mix energetico più diversificato. La prospettiva è semplice: produrre energia, ridurre la dipendenza dalle importazioni e offrire all’industria un orizzonte più stabile. Una scelta seria, però, non può ignorare ciò che viene dopo. Sicurezza, controlli, gestione dei rifiuti radioattivi, localizzazione degli impianti, tempi e costi dovranno essere affrontati con rigore. La legge delega non accende oggi alcun reattore e non indica ancora i siti: apre il percorso normativo. Il Governo dovrà trasformare questa decisione in regole precise e verificabili.
È qui che si misurerà la qualità della scelta politica.
L’Italia ha deciso di tornare a discutere di nucleare guardando avanti, non indietro. Dopo decenni di esitazioni, il Parlamento ha riaperto una strada che può rafforzare la sovranità energetica e la capacità industriale del Paese. Adesso servono competenza, trasparenza e tempi certi. Perché avere il coraggio di decidere è importante. Avere la capacità di realizzare bene ciò che si è deciso lo è ancora di più, con fiducia piena.
Edda Cacchioni